La chiesa Maria Madre Nostra del centro di terapie riabilitative della fondazione “Maria Assunta in Cielo (MAiC)” si presenta come un’autentica affascinante bomboniera. Infatti, progettata dall’architetto pistoiese Alessandro Mannelli, è stata internamente tutta decorata da mosaici ed affreschi progettati e realizzati dal gesuita sloveno p. Marko Ivan Rupnik coadiuvato da un gruppo di suoi collaboratori.
Quando si cominciò a parlare di questa chiesa, sogno di mons. Renato Gargini geniale ideatore ed ispiratore della MAiC, ci si immaginò non soltanto la sua decorazione visiva, ma anche quella musicale. Essa sarebbe stata costituita da due organi di tipo diverso. Essi avrebbero dovuto servire in primo luogo alla liturgia, ma poi anche agli scopi artistici e didattici dell’Accademia d’Organo “Giuseppe Gherardeschi” di Pistoia.

Dopo una ventina di anni, tutto questo è stato realizzato.

I due organi, uno di tipo italiano, più precisamente napoletano, e uno di tipo nordeuropeo, più precisamente “nederlandico”, offrono, fra le molte loro utilità la inconsueta possibilità di confrontare ed apprezzare direttamente la sostanziale differenza fra Principale e Ripieno italiani e Principale e Mixtur nordeuropei. Gli strumenti, accordati all’unisono, sono suonabili non solo separatamente, ma, se si vuole, anche assieme, ovviamente da due organisti. Quindi a Pistoia è possibile adesso l’esecuzione a due organi in due chiese, ovverosia in S. Ignazio (Hermans 1664 e Ghilardi 2007) e, appunto, Maria Madre Nostra. Una opportunità davvero rara e molto preziosa.

L’organo più piccolo è il più antico. È l’opera N. 101 di Luigi D’Orsi & Figlio di Solofra (Avellino), datata 15 giugno 1911. Incredibilmente, le caratteristiche sono sostanzialmente ancora quelle dell’organo italiano rinascimentale e barocco. Eccone la disposizione:

Manuali di 45 tasti (Do1-Re5, con prima ottava corta)

Pedaliera di 8 tasti (Do1,Si1, un’ottava corta), senza registri propri, sempre unita al manuale

Registri:

Principale 8’ (da Fa#2 in facciata)
Ottava 4’
Decimaquinta 2’
Decimanona e Vigesimaseconda 1’ 1/3 – 1’

(ritornelli rispettivamente a Re4 e Fa4) Voce umana 8’ (da Re3)

Viola bassi e Flauto 4’ soprani (divisione fra Do#3 e Re3)

Fisarmonica 8’ (ancia libera)

Lo strumento è molto pregevole come suono. Particolarmente affascinanti sono il Principale e la Voce umana. Più che sufficiente per l’uso liturgico, è incredibile la varietà di sonorità che vi si possono realizzare nonostante le sue modestissime dimensioni. Ottimo, quindi, anche per l’uso didattico e concertistico.

L’organo più grande è stato costruito dall’organaro Glauco Ghilardi di Lucca nel 2020 che si è ispirato all’organaria barocca dei Paesi Bassi. Eccone la disposizione:

Due manuali di 47 tasti (Do1, Fa1, Re1/Fa#1, Sol1, Mi1/Sol#1, La1-Re5)

Pedaliera di 25 tasti (Do1, Re1, Mi1, Fa1-Re3), senza registri propri, sempre unita allo HW

Registro del manuale superiore:

Regal 8’

Registri del manuale inferiore:

I due manuali, con il particolare della prima ottava corta

Principal 8’ (da Sol1 in facciata, doppio da Do3) Holpijp 8’
Octava 4’
Octava 2’

Sesquialtera II (da Do3 o da Do#3) Mixtur III

Accessori:

Tremulant, Unione manuale inferiore manuale superiore, Commutatore Do3 / Do#3 per la Sesquialtera

Da mettere in evidenza alcuni interessanti dettagli. Nella facciata, le canne della parte inferiore del secondo e del quarto campo sono capovolte. Appartenendo al raddoppio del Principale, aumentano il suo effetto di “presenza”.

La Sesquialtera, grazie ad un commutatore , può essere usata, per suonare un solo nei soprani, a partire o dal Do3 o dal Do#3 Principal.
L’unione dei manuali “all’incontrario”, cioè il primo sul secondo invece del secondo sul primo come il solito, offre inaspettate possibilità di “a solo” sia per la mano destra che per la mano sinistra sul manuale superiore, accompagnato dal manuale inferiore.

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Brustwerk contenente il Regale 8’, prima chiuso e poi aperto

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